MIKAMARLEZ RICOMINCIA DALL'ABRUZZO





Lo so che piazzarvi Roccacalascio e il suo castello così, senza preavviso... proprio all'inizio del post è destabilizzante, ma questa è la bellezza della mia terra e io voglio regalarvene un pezzetto: un po' del mio Abruzzo solo per voi...


Con la lentezza da bradipo che mi contraddistingue torno, togliendo le ragnatele e spolverando un po' in giro, che non si sa mai (dovesse venire qualcuno... )..oggi non si cucina ancora, ma tornare a scrivere è già un inizio...
Mikamarlez colpita, ma non affondata, si riappropria di scettro e corona e torna a scrivere dal suo trono mediatico e lo fa partendo proprio da dove si era arenata, ovvero, dalla sua terra.
Negli ultimi tempi avevo sempre rimandato questo post, perché non mi ero mai sentita davvero pronta, ma dopo che anche Sigrid ha risposto al mio appello (al punto 3), non potevo fare altro che scrivere... e scrivere dell'Abruzzo!


L'Abruzzo è una terra meravigliosa, conosciuta poco e male (perché anche adesso, dopo tutto questo parlarne che c'è stato, credo che ancora molti non ne abbiano compreso la bellezza) che rischia di morire due volte: la seconda, dopo il terremoto, a causa dell'indifferenza della gente.
Moltissimi stanno rinunciando alle vacanze in Abruzzo a causa della paura e della cattiva informazione, in realtà, l'unica maniera concreta per aiutare la mia terra è non dimenticarci e contribuire alla nostra rinascita economica!


Per cui ACCORRETE GENTE! Scegliete il mare abruzzese, scegliete la montagna abruzzese, scegliete i laghi abruzzesi, scegliete l'arte e la cultura abruzzesi, scegliete il buon cibo e il buon vino abruzzesi, scegliete di sceglierci, perché soltanto così potrete aiutarci davvero!




MIKAMARLEZ FA UN INCHINO E UNA GIRAVOLTA PER DIRVI "GRAZIE"

Passo da qui e leggo tutte le vostre parole.
Mi commuovo, come al solito, si sa che sono una "frignona"...
Grazie a tutti, davvero: grazie di avermi pensato, di avermi scritto, di essere passati anche senza scrivere; grazie davvero di cuore, sapervi tutti vicini è stata quasi una medicina.



Per un po' mancherò da queste pagine perché ora come ora, nonostante ci sia tanta voglia tornare a ridere, mi sembra ancora presto. Il mio cuore non riesce ancora a tornare alla normalità, non posso tornare ancora a raccontarvi le disavventure di Mikamarlez (e di Flaccopesci..abruzzese pure lei).

Voglio solo che teniate gli occhi bene aperti nei prossimi mesi: non lasciatevi abbindolare dai falsi miti e dai falsi idoli, da chi viene abbracciando, piangendo e promettendo e poi racconta solo bugie.
State attenti, se volete aiutare chi ha bisogno, a chi affidate i vostri soldi; state attenti, perché non è tutto oro quello che luccica.
Noi abruzzesi saremo molto attenti, in compenso, siamo agguerriti e non ci lasceremo abbindolare da quattro "passerelle" ben programmate e da una serie di fazzoletti "smoccolati"! Noi aspettiamo i fatti (e i soldi! Tutti, ovviamente!) e pretenderemo che tutto sia fatto a dovere, come pare che in questo paese non si sia mai fatto e non si sappia fare: con correttezza e nel rispetto delle regole, oltre che del prossimo.
Questo terremoto ha piegato la mia terra e la gente che la abita, ma non ci ha spezzati!!!

Abbraccio tutti, uno per uno e vi chiedo di non dimenticare quando la luce delle telecamere si spegnerà e non date per scontato che tutto tornerà presto alla normalità: niente è come prima e la normalità, tra le mie montagne, va rinconquistata giorno dopo giorno, con le unghie e con l'anima. Non dimenticate!

In questi giorni, comunque, mi metterò al lavoro per preparare il PDF della raccolta sui legumi: quello ve lo meritate tutto e lo avrete presto, promesso!


MIKAMARLEZ È UN PO' "SCOSSA" (E NON C'È MOLTO DA RIDERE)






Tutti sapete quanto sono legata alla mia terra e alla mia gente, quindi, sfrutto questo spazio che è un po' una casa virtuale per me (chissà quanto stabile...) e vi dico che a casa Mikamarlez stanno tutti bene... ma tante altre famiglie no...
Non riesco a scrivere altro, sono davvero inquieta e spero solo di poter tornare presto a casa, per rendermi utile...
Ora che tutti avete scoperto dov'è l'abruzzo (la mia meravigliosa e accogliente terra), non dimenticateci!


AGGIORNAMENTO UTILE



Per volontari addestrati: 3270499293. Per viveri, coperte, medicinale o altro: 800.860.146 oppure 06.68208. Chiunque avesse una struttura alberghiera in Abruzzo in grado di ospitare: 0854308309. Diffondete il più possibile, grazie!!!




UDITE, UDITE! LA GUERRIGLIA CASALINGA NON SI PLACA!

STANOTTE ALLE ORE 00:00 GRANDE ASSEMBLEA DELLE LENTICCHIE NEL CASSETTO BASSO DELLO SCAFFALE. ACCORRETE NUMEROSE!!!!
All'ordine del giorno la raccolta di ricette di Mikamarlez.




P.S. di Mikamarlez
(Oggi scadrebbero i termini per la consegna delle ricette di legumi, quelle per aiutarci a riportare l'ordine in cucina...ma visto che la rivolta, nonostante le minacce, non si è affatto placata - avete letto il messaggio che ho trovato in cucina??- direi che possiamo fare ancora di meglio e vi concedo altri 15 giorni di guerriglia culinaria!)

MIKAMARLEZ... PRIMA TRA GLI ULTIMI...


Vengo a voi col capo coperto di cenere per la costante e ripetuta assenza da queste pagine virtuali, ma Mikamarlez, moderna Lara Croft "de li poverelli", disoccupata-precaria-altalenante, sta cercando di scrivere la sua tesi di specializzazione in archeologia, così da potersi vantare con le amiche del suo ennesimo, inutile pezzo di carta... (magari la Magna Mater lo appenderà vicino alla laurea e ai certificati degli altri mille corsi di perfezionamento che la sua promettente figliola ha frequentato e si domanderà come mai non l'ha costretta a studiare una facoltà coi numeri "che magari a quest'ora la povera Mika avrebbe potuto lavorare"... invece mi sono scelta un destino da secchiona appassionata alla materia).
Insomma, latito perché scrivo, studio morti e scrivo, analizzo necropoli e scrivo come una giovane Temperence Brennan trapiantata nel Bel Paese... tanto bello che a questa povera Mikamarlez laureata, specializzata, certificata, qualificata, gran lavoratrice e pure simpatica è stato negato il lavoro della sua vita solo perché di sangue TERRONE!! E io, orgogliosa delle mie origini e della mia terra, trattengo le lacrime e l'indignazione e dico a tutti che questo bello, bellissimo paese a volte meriterebbe di essere abbandonato al proprio destino... e la colpa è delle persone che lo abitano, non di tutte, ma certamente di quelle poche, insipienti, incompetenti e presuntuose che, non solo apparentemente, decidono per tutti.
Va bene... smetto di piangere e lamentarmi, rialzo la testa e mi tiro su le maniche... Mikamarlez recupera il suo sorriso migliore, lo regala anche a chi non lo meriterebbe e si rimette ai fornelli... salva dal frigo l'ultima verza della stagione e continua a credere sempre, incessantemente, che GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI!

L'ULTIMA VERZA CHE DIVENTA PRIMO PIATTO

Ho preso la mia triste verza, l'ho pulita e sminuzzata. Ho fatto un soffritto col cipollotto e il pepe, ho aggiunto la verza e, dopo qualche minuto, il riso. Ho fatto tostare il riso con la verza per pochi minuti e ho aggiunto acqua bollente (potete anche preparare un brodo vegetale, se preferite) un mescolo per volta. Rimestate spesso il riso, aggiungendo altra acqua/brodo se necessario; nel frattempo ho fatto colorare il lonzino (da noi si chiama così, altrove ho scoperto che assume vari nomi, comunque è il lombo di maiale stagionato) con un po' d'olio e, a fine cottura, l'ho aggiunto al riso insieme alla curcuma.
La Flaccopesci ha ringraziato e io mi sono fatta una risata!

LA TORTA RECICLATA DI MIKAMARLEZ AL SAPORE DI "SAMBA"...


Dopo mesi passati a girare per l'America latina, quella "svergognata" della zia Maria (con tanto di zio Mario al seguito) ha deciso, finalmente, di fare ritorno nelle fredde terre d'Abruzzo. Al paese non si fa che parlare di 'sto benedetto viaggio (neanche avesse circumnavigato l'Asia su una zattera...) e la Magna Mater racconta di aver visto sotto tortura più di mille migliaia di fotografie! Moderna periegeta, la zia racconta instancabile le sue numerose avventure inventando anche un sacco di dettagli divertenti (non per niente è mia zia e ha una gran fantasia!).
Insomma, in mezzo a tutto questo frastuono di pettegolezzi e baci e racconti e foto e filmini, alla fine, si sono ricordati di questa povera nipote lontana che non ha potuto ancora "pascersi" del ritrovato abbraccio dei suoi zii...
Gira che ti rigira, pensa che ti ripensa, la Magna Mater (anche lei fantasiosa come la zia, condividendone il sangue) ha pensato bene di farmi una sorpresa, mandando un pacco con tutti i doni e i "ricchi cotillons" che la zia ha portato per me dall'altra parte dell'oceano...
A parte una serie infinita di collane di legno con palle di tutte le dimensioni (c'ho una passione... che vi posso fare??) che a metterle tutte assieme sembro una qualche sconosciuta divinità africana (tipo la dea di tutte le sfighe e del pettegolezzo estremo!)... vabbè, in mezzo a tutte le palle, meraviglia delle meraviglie... ANACARDI. Voi direte " beh.. tutto qui? Tutta 'sta storia per due anacardi che pure al LIDL te li tirano dietro?"... ma volete mettere il sapore del vero anacardo brasiliano, la goduria di aprire un pacchetto che mia cugina (ebbene sì, ho una cugina brasilianissima, manco a dirlo bellissima e altissima!) ha comprato proprio per quella sfigata di sua cugina che vive al freddo dall'altra parte del mondo??

Vabbè...passata l'emozione iniziale, io e la Flaccopesci ci siamo ingozzate fino allo sfinimento, tirando su direttamente dal sacchettino, eppure, nonostante tutti gli sforzi gli anacardi sono ancora lì, abbondanti e interminabili (credo che, a breve, potrebbero ritrovarsi fianco a fianco delle lenticchie e farci la guerra!).
Allora, visto che di mangiarli direttamente dal pacchetto non ne possiamo più, ho fatto una ricerchina su GOOOOOOGLE e che ti salta fuori? Che LEI ci aveva aveva già pensato un anno fa... allora le scrivo su facebook per chiedere accorgimenti e, in due nano secondi, sotto la supervisione della Flaccopesci (che dentro ci voleva pure la banana, ma alla fine ha desistito... ) eccoti qua la ricetta "rivista e Scorretta" di Mikamarlez...


Lavorare le uova con lo zucchero, aggiungere il latte e l'olio; incorporare le farine setacciate con il lievito e il cacao. Sminuzzate la cioccolata e gli anacardi, buttate dentro al composto e rimestate! (il mio composto non era liquidissimo, non so com'è quello della Cri visto che ho modificato le dosi). Infornate a 180° per...ecco...se volete una consistenza come quella dei brownies, fate come Cri e lasciate cuocere 20/25 minuti, altrimenti, se volete un dolcetto "inzuppabile", lasciatelo un po' di più; io l'ho tenuto in forno 40 minuti circa.

Ceeeeerto..avrei potuto dirvi che la ricetta l'avevo inventata io, avrei potuto scopiazzare le dosi di Cri spudoratamente e appiccicarci "facciatostamente" anche la sua foto sopra la sua ex-ricetta come fa tanta brutta gente che gira per la rete, ma siccome noi bloggers siamo gente per bene che quando prende in prestito ringrazia (e scusate l'italiano pasticciato!), non farò niente di tutto ciò e ai tempi mi ero già espressa per benino a riguardo!...
E adesso..beccatevi pure il bannerino!


UNA MIKAMARLEZ TUTTA GIALLA...E PRIMAVERA FU (FORSE...)



Periodo frenetico per Mikamarlez, troppo poco tempo anche solo per sbadigliare, ma pur girando come una trottola non mi abbatto e corro più veloce della luce in sella alla mia principessa Tudor per rispettare ogni scadenza.
In compenso, il bel tempo viene in mio aiuto e la primavera avanza, così scorazzo felice come non mai anche se sono subissata di impegni!
In mezzo a questo tripudio di colori e ormoni, volevo approfittare degli ultimi strascichi d'inverno per soddisfare le voglie della Flaccopesci e con una delle ultime zucche della stagione (chissà dove l'avremo scovata 'sta zucchetta...) ho preparato una ricettina veloce, perfetta per questi nostri pranzi dell'ultim'ora e perfetta anche per un post veloce (come me quando pedalo con la Tudor!!!)...


PASTA DELL'INVERNO CHE FU
(colonna sonora consigliata: Elementa - Meg)

Pulite la zucca (e per questa operazione non ho consigli, nel senso che tra me e la Flaccopesci siamo disastrose!!) (per me e per la Flaccopesci sole una zucchetta piccola) e tagliatela in pezzi piccoli; fate appassire lo scalogno e aggiungete la zucca. Mescolate spesso e aggiungete acqua se vi sembra che la zucca si attacchi alla padella. Quando la zucca si è ammorbidita, schiacciatella grossolanamente con la forchetta e aggiungete due cucchiai di curry . Fate bollire l'acqua e cuocete la pasta (vabbè... noi avevamo i rigatoni, ma secondo me le farfalle sono perfette!); scolate al dente e fate saltare con la zucca. Aggiustate di sale, pepe e, volendo, un po' di piccante e grattugiate l'asiago sulla pasta, magari quello stagionato che smorza il sapore dolce della zucca...



Visto che questo piatto mi è venuto GIALLO che più GIALLO non si può e che GIALLA chiedeva una ricetta GIALLA per il suo compleanno, io la dedico a lei e al suo blog-compleanno... e aggiungo che per me la solarità è felicità: soprattutto la felicità più semplice, quella inaspettata e quasi infantile... è sorridere da soli per un niente, godersi il sole primaverile passeggiando con la Magna Mater, è cantare a squarciagola pedalando sulla Tudor, o baciare Mimino di nascosto per farlo arrossire un po'... e fare la "cura del prosecco" con la Flaccopesci aspettando che arrivi l'estate...

MAMMA ARRIVANO LI TURCHI!




L'allegra combriccola patavina vanta anche la presenza di Yunus: un ragazzo turco che, tranne per il fatto che non parla italiano (sono esclusi tutti i tipi di parolacce, comprese quelle in dialetto abruzzese!), non differisce affatto dal resto dei coinquilini: è pigro, vive perennemente davanti al suo pc e non gli piace studiare... Yunus, ovviamente, ha un sacco di amici turchi: sono tutti sorridenti, rumorosi e sempre allegri, insomma, quasi, quasi somigliano agli abruzzesi!
Ieri sera, mentre bevevamo caffè turco, mi hanno raccontato della loro terra, dei colori, della magia che c'è nell'aria e poi, Husne mi ha letto i fondi del caffè.
È stato un bellissimo momento e ho pensato a come il rito del caffè, seppure diverso in ogni angolo della terra, sia momento di unione e quiete... e mentre me ne stavo lì, tutta presa dai miei pensieri pseudo-filosofici/psuedo-romantici... (suono di disco che salta in sottofondo!) mi sono ricordata che ero in ritardo, come al solito, per la raccolta di Alessia e, dato che mi ero già persa quella di Laura, ho studiato tutta la notte e stamattina presto ero già in cucina che spignattavo come una matta per recuperare!


La prima volta furono Cavolettiani, poi hanno spopolato in quasi tutti i blog, l'altro giorno li ho rivisti da LEI e, alla fine, mi sono decisa anch'io. Da brava searching's princess, ho passato davvero (quasi) tutta la notte alla ricerca della ricetta perfetta ma, letteralmente stremata, ho capito che la ricetta perfetta non esiste, che la forma perfetta non esiste e che, invece, esistono "svariate varianti" tutte perfette nella loro diversità (youtube propone una quantità sconfinata di video, io vi consiglio QUESTO e non chiedetevi perché...).

SCONES AL CAFFÈ
(Niente foglietti stile Mikamarlez così Laura è facilitata nel copia/incolla)

FARINA OO 250 gr
FARINA DI KAMUT 50 gr
BURRO 90/100 gr ca
ZUCCHERO 4 cucchiai abbondanti
LIEVITO PER DOLCI 1/2 bustina
CAFFÈ 1 moka da 2 tazzine
LATTE la stessa quantità del caffè
CIOCCOLATO FONDENTE 100 gr

(Nella mia ricetta manca l'uovo, se volete aggiungerlo, potete diminuire la quantità di latte o aumentare quella della farina)

Setacciate le farine insieme al lievito, aggiungete lo zucchero e il cioccolato spezzettato; aggiungete il burro freddo tagliato a pezzetti e "sfarinate" come si fa per la frolla (il video di Jackie linkato per questo è molto utile!). Solo in un secondo momento aggiungete i liquidi già mescolati tra loro e impastate tutto grossolanamente. Su un piano infarinato stendete l'impasto alto 3 cm (anche qui ho imitato Jackie e ho fatto tutto con le mani senza matterello) e con l'aiuto del vostro bicchiere taglia-tutto... ehm.. volevo dire, col vostro coppapasta, tagliabiscotti etc... ricavate dei dischi. Infornate a 200° per 20-25 minuti. Vale la prova stuzzicadenti!!




METTI UN MIMINO AFFAMATO AI FORNELLI




Una breve tappa abruzzese per Mikamarlez corrisponde, nella maggior parte dei casi, ad un lunghissimo viaggio in treno (sempre con zainetto da liceale in spalla!), visto che la suddetta prende solo treni regionali (ché sono disoccupata-precaria e non c'ho i soldi per pagarmi l'IC e l'altavelocità non so nemmeno cos'è).
Potrei, quindi, rientrata da poco nel Triveneto,raccontarvi del mio viaggio della speranza (nel senso che la speranza l'hai persa 3 coincidenze fa) pressocché infinito (uno di quelli della serie incrociamo le dita che magari stavolta riusciamo a prendere la coincidenza). Potrei raccontarvi che per mezzo viaggio sono stata quasi stordita dal cicaleccio perverso di due liceali (certamente invidiose del mio zainetto...) da cui ho imparato quali sono le mode che fanno più tendenza fra i "giovani d'oggi". Potrei persino parlarvi un po' dell'Abruzzo e di questo mio fine settimana molto lungo ma, in realtà, preferisco raccontarvi di un frigorifero vuoto e di un Mimino affamato. Cosa accade se, per uno sfortunato caso le due circostanze avvengono contemporaneamente? Succede che, mentre Mikamarlez è chiusa nella sua stanzetta a fingere (nemmeno troppo spudoratamente) di studiare, strani rumori di pentolame provengono dalla cucina, fino a quando un odore ben noto s'infila sotto la porta e si insinua tra le fibre del mio maglione di lana. Mi alzo di soppiatto (che sembro la signora in giallo con l'impermeabile di Colombo) e spalanco la porta, cogliendo in flagrante il friggitore mascherato!
Morale della favola: mai lasciare un Mimino da solo con farina e olio di semi, o cadrete vittime della perversa frittura abruzzese!


Dopo aver svergognato Mimmone davanti a Ciccio, l'ho costretto a "ricostruire" per voi la ricetta (anche Domenico è un cultore del "cucino un po' a casaccio!") di questi biscottini salati... lo so che c'era la raccolta di Laura dei biscotti salati, ma i biscotti di Mimmo sono arrivati troppo tardi...Laura, scusa, io li posto lo stesso in onore del tuo pdf...umpf...

(se cliccate sul bannerino, avrete il pdf di Laura...)

BISCOTTI "SVUOTA DISPENSA VUOTA" di MIMINO

Per l'impasto di questi biscotti vi rimando a questa ricetta QUI (abbiamo concordato col cuochino che più o meno ci siamo), con l'aggiunta di peperoncino e zafferano (ora, non per tornare sul fatto che sono abruzzese, ma mi raccomando: che sia zafferano de L'Aquila!). La verve creativa di Mimino era limitata dal numero ridotto di spezie, ma voi potete scatenarvi a vostro piacimento: lui consiglia erba cipollina (relata refero).
Col matterello tirate una sfoglia sottile e tagliate a rombi; friggete in abbondante olio di semi. Da accompagnare ad una salsa, magari QUESTA.

OPERAZIONE KOFTAS II. OVVERO LA VENDETTA DEL FIENO GRECO.





Se un giorno qualunque, di una settimana qualunque, di un mese qualunque vi trovaste casualmente a girare per le strade di Padova con uno spritz in una mano e un tramezzino (rigorosamente con la porchetta) nell'altra e, sempre casualmente, vi capitasse di essere (quasi) investiti da una "giovane" biker bizzara, bè... esisterebbe un'elevata possibilità che quella biker sia io e che la bici in questione sia la principessa Tudor (e se qualcuno si stupisce che io abbia dato un nome alla mia bicicletta, vuol dire che non è un assiduo frequentatore di Mikamarlez e non sa che io do un nome praticamente a tutto e parlo, di conseguenza, con tutto - ma d'altronde ognuno è libero di "frequentare" chi più gli aggrada...).
Tornando alla Tudor, lei non è affatto una bicicletta come le altre: pur essendo la più scalcagnata e rottamabile tra le biciclette (dopo Atala, ovviamente, la sua migliore amica, nonché bicicletta di Flaccopesci) resta, comunque, dominatrice incontrastata del Paese delle due ruote. Vi giuro! Tutti ci guardano quando passiamo e sono certa che non è né per il cigolìo che produciamo, né perché sto sviluppando il vizio di cantare urlando, a casa come per strada... (nessun commento per favore... )


Tra una cantata e l'altra, solitamente, penso (oltre che al mio Mimino tra le montagne abruzzesi) a cosa cucinare: chiedo consiglio alla Tudor, mi fermo a guardare le vetrine di tutti i fornai e di tutte le pasticcerie e aspetto l'ispirazione. Oggi, mentre tornavo a casa "bighellonando" fisicamente e mentalmente, mi sono ricordata che le mie amichette (LEI & LEI) mi hanno sgridata per aver abbandonato in un angolo dello scaffale (proprio lì, tra le lenticchie e la farina di grano saraceno) il mio FIENO GRECO, anch'esso bottino della gita al molino... e allora mi sono detta "non c'è due senza tre"...

* Le dosi sono per una ventina di polpettine (mancano sale e pepe)

La prima volta le avevo fatte COSÌ, stavolta ho lessato la verza, l'ho strizzata per bene e l'ho frullata (e strizzata ancora perché l'impasto non dev'essere acquoso), ho aggiunto le patate schiacchiate, la farina e tutte le spezie (aggiungete altra farina se l'impasto vi sembra molliccio). Ho lasciato riposare per una mezz'ora, ho formato delle polpette e le ho INFORNATE (l'altra volta avevo Mimino che friggeva, stavolta ero solissima...) per una mezz'ora a 200°. Alla fine una passatina di grill e un'insalatina...

AGGIORNAMENTO RACCOLTA!

IO E LA FLACCOPESCI ASPETTIAMO ANCORA LE VOSTRE RICETTE DI LEGUMI!!
MI RACCOMANDO, NON ABBANDONATECI AL DELIRIO LEGUMINOSO!